La Terra delle Dodici Stelle

Come sarà il futuro del mondo? E l’Europa? Il destino ci riserverà solo una lenta decadenza oppure il nostro continente avrà la forza e la volontà di assurgere nuovamente alla guida del mondo come ha fatto nel suo glorioso passato? L’Unione Europea si dissolverà presto sotto il peso delle sue stesse contraddizioni oppure si trasformerà in uno Stato Federale sovrano sul modello degli Stati Uniti d’America? Il fato ci riserverà la nascita di un nuovo Impero Romano democratico che diffonderà la sue leggi e la sua cultura nel resto del pianeta oppure il futuro degli europei sarà la loro completa sudditanza alle altre potenze mondiali? Analizzando la letteratura fantascientifica, sia scritta che cinematografica, possiamo trovare tantissimi romanzi e film che trattano del futuro ma tutti con protagonisti che agiscono su scenari fantastici generici, magari conditi da eroi americani. Qualche autore ha immaginato il futuro europeo ma, a mio avviso, in modo discutibile e poco credibile. Poche storie di fantascienza sono ambientate in Europa e quasi nessuna ipotizza il futuro del nostro continente come soggetto politico autonomo, anche se è verso quel futuro che ci stiamo dirigendo.La scintilla che ha acceso la sacra fiamma che mi ha portato poi a scrivere questo romanzo è scoccata il primo gennaio 2002, quando l’euro è entrato nella nostra vita con tutti i suoi aspetti positivi e con tutti i problemi che ne sono derivati.Ho pensato a quanta strada è stata fatta nel lungo cammino dell’integrazione europea.È stata la prima volta nella storia conosciuta dell’umanità che dei paesi sovrani hanno rinunciato a una fetta importantissima del loro potere per delegarlo liberamente, senza guerre, crisi economiche o sociali, a un’entità sopranazionale. Non è stato un obiettivo facile ma tra ritardi, cambi di rotta, involuzioni e improvvise accelerazioni è stato finalmente raggiunto. Se, diciamo, solo nel 1987 ci avessero detto che nel 2002 avremmo usato invece della Lira una moneta chiamata Euro sarebbe scoppiata una grande risata dicendo che forse una cosa del genere poteva accadere, ma dovevano trascorrere almeno altri cento anni.Come la storia ha dimostrato, anche se le forze conservatrici sono e saranno sempre presenti e agguerrite esse, forse, potranno frenare il futuro dell’Europa, rimandandolo di qualche anno o decennio, ma non riusciranno a fermarlo. Oramai la strada è tracciata e non ci resta che percorrerla. Questa considerazione mi ha spinto a ipotizzare il futuro remoto dell’Europa con questo racconto di fantascienza ambientato tra cinquecento anni. Ho provato a far volare la fantasia, proiettando la mia mente nel venticinquesimo secolo, ma cercando di restare sempre con i piedi per terra, ipotizzando non un futuro fantascientifico ma un futuro credibile e possibile. La storia è stata sempre la mia passione, e in particolare adoro le ucronie, che sono nient’altro che dei voli pindarici dell’immaginazione che descrivono delle linee storiche alternative, sviluppando gli eventi a partire dall’ipotesi che qualcosa nella storia passata fosse andato diversamente da quanto accaduto nella storia vera. La famosa storia fatta coi sé, insomma: Napoleone che vince a Waterloo, Giulio Cesare che sopravvive alle fatali Idi, Hitler che muore prima di prendere il potere in Germania, ecc. Sono convinto che la storia sia per sua natura ciclica, quindi mi sono ispirato proprio alla storia passata per immaginare i cinque secoli di storia futura: se nel mio futuro nasce il Sultanato Iracheno o l’Impero Orientale il motivo è da ricercarsi nel passato. Il protagonista del romanzo si chiama Daniele, come mio figlio, e la sua compagna d’avventura si chiama Claudia, come la mia secondogenita; dedico a loro questa fatica confidando che possano apprezzarla quando saranno grandi e sperando che non mi biasimino se mi sono permesso di immaginare il loro futuro, proiettando su di loro i miei desideri e le mie ambizioni.Per immergerci nella storia dobbiamo catapultarci nell’anno 2499, quando è in corso la Quinta Guerra Mondiale tra il potente Impero Orientale e una coalizione formata dagli Stati Uniti d’Europa alleati con la Federazione delle Repubbliche Africane, i Regni Uniti del Sud, il Nord America Unito e il Dominio Mutante. In quel giorno di inizio primavera, Daniele si alzò all'alba e guardò fuori del suo appartamento: era ancora buio. L'olovisore utilizzato come sveglia era acceso e mandava il secondo notiziario della mattina, ma lui non era certo dell'umore giusto per ascoltarlo. Di lì a poco sarebbe dovuto partire per il Comando Supremo delle Forze Armate Europee, di stanza a Bruxelles. Quando uscì dal palazzo salutò frettolosamente il custode e si diresse verso lo spazioporto di Fiumicino. Il giorno tanto temuto era arrivato ma Daniele ancora non lo sapeva. Non poteva sospettare che stava iniziando un'avventura incredibile e che avrebbe dovuto affrontare a breve i suoi peggiori demoni.

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Commenti

  • Se questo forum diventa una bacheca dove esporre e pubblicizzare le proprie opere, siamo rovinati! Se proprio hai bisogno di qualcuno disposto a pubblicare opere tue, e non vuoi farlo con lulu, puoi sempre andare sul sito cerebroeditore.com, editore disposto a farlo gratuitamente, e che utilizza lulu per la stampa.

  • Purtroppo, debbo dare una valutazione negativa sulla casa editrice Cerebro. Ho inviato il manoscritto nel 2011 ed è stato subito inserito nei cataloghi della casa editrice e distribuito a varie librerie per la vendita in formato elettronico e cartaceo. Non è stato chiesto alcun contributo all’autore, e questa è la nota positiva. Da quel giorno, però, non ho più ricevuto notizie dalla casa editrice, né sul numero delle copie vendute né su altre questioni. Premesso che il fattore economico è l’ultimo dei miei problemi, ho chiesto recentemente spiegazioni inviando varie e-mail alle quali non ho avuto inizialmente riscontro. Dopo qualche giorno ricevo una e-mail da Marco Saporiti, titolare della casa editrice Cerebro, che mi informa di avere problemi di connessione sia dal telefono che dal pc che gli impedisce di rispondermi! A questo punto, anche leggendo le altre lamentele su internet, decido di replicare chiedendo la rimozione del mio libro dal catalogo della casa editrice. Mi risponde, dopo qualche giorno, il solito Saporiti che mi ricorda che lui non passa il tempo a leggere le e-mail e quindi è inutile aspettarsi una risposta tempestiva! Inoltre, afferma che esiste un resoconto delle vendite aggiornato su qualche sito ma io non l’ho trovato da nessuna parte! Dice anche che lui non può controllare 250 autori, ma devono essere loro a chiedere la corresponsione dei diritti maturati! Io, se fossi stato al suo posto, avrei inviato, almeno annualmente, una rendicontazione delle vendite, anche se scarse (come probabilmente avvenuto)… il fatto che un autore debba richiedere il pagamento dei suoi diritti è davvero singolare! Ho quindi, inviato un’ultima e-mail chiedendo nuovamente la rimozione del mio libro dal suo catalogo e il pagamento dei diritti d’autore maturati (chiedendo di indicarmi il link della rendicontazione, anche per una mia personale curiosità sul numero di copie vendute). Ovviamente nessuna risposta! Spero che questa mia esperienza sia utile, così da poter mettere in guardia altri autori esordienti su quello che può succedere nel mondo dell'editoria!

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