A cosa serve un Editore?

"Che bisogno ho, io, di un editore?"
"Ma perché devo lasciare la maggior parte dei guadagni che potrebbero venire dal mio lavoro di intelletto ad un altro?"

E allora, cerchiamo di dare una risposta a questi possibili quesiti.
Direi che il punto di partenza è la domanda numero due, che può anche essere formulata diversamente:

"Ma che mestiere fa, in pratica, un editore?"

Se ci limitiamo a vedere l'editore come colui che, semplicemente, prende il nostro testo, lo porta in tipografia e lo trasforma così, magicamente, in un libro, in effetti egli ci appare come una figura della quale si può fare tranquillamente a meno.
In realtà il mestiere dell'Editore, e volerlo fare davvero, è ben più nobile e complesso. L'Editore, quello con la "E" maiuscola, è in grado di prendere un prodotto grezzo e di trasformarlo in un oggetto gradevole e vendibile. Il bravo Editore è in grado di agire tanto sul testo stesso, attraverso l'interazione stretta tra i suoi "editor" e l'autore, tanto su parametri editoriali che prescindono dal contenuto letterario, anche se a questo sono legati. Se da un lato l'azione di editing, di correzione degli errori di battitura, di limatura di qualche passaggio poco lineare, interviene direttamente sul testo, ossia sul contenuto, dell'opera, dall'altro il progetto della sua impaginazione, della copertina e della quarta di copertina, la scelta del carattere tipografico da utilizzare, della consistenza e del colore della carta, della modalità di rilegatura ed eventualmente della confezione del Libro, contribuiscono non poco a creare un prodotto editoriale gradevole, invitante e, in fin dei conti, vendibile.
Inoltre, il compito di un vero Editore non si esaurisce affatto con l'uscita dalla linea tipografica del volume stampato. Anzi, probabilmente, inizia proprio da lì. È l'Editore, infatti, a doversi occupare "istituzionalmente" di tutto quello che riguarda la promozione e la distribuzione del Libro. Nel suo stesso interesse, perché è proprio dalla vendita di quei libri che una Casa Editrice sana e credibile deve trarre la maggior parte dei proprio guadagni!

Prima di darvi l'impressione di vivere nel Paese delle favole, è evidente che nella realtà tutto questo avviene molto raramente. Ed è proprio per questo che è molto diffusa la visione comune così riduttiva della figura dell'Editore che è alla base di questo articolo e che induce gli Autori a pensare di poterne fare a meno. Sappiamo benissimo che sono davvero pochi gli Editori che intendono nel modo appena descritto la loro missione. Molti, appagati dai famigerati "contributi per la pubblicazione" estorti in qualche modo ai propri Autori, si limitano davvero a mandare in stampa il testo ricevuto, così com'è, spesso imponendo agli stessi autori anche l'impegno per la ricerca di un'immagine da utilizzare per la copertina.

È di questi editori che, francamente, si può fare tranquillamente a meno. Ma non generalizziamo!

Ma se restiamo convinti che la strada migliore perché il nostro testo diventi un Libro non sia far da sé, ma semplicemente trovare l'Editore giusto, ed assicurarsi che sia effettivamente uno di quelli con la E maiuscola prima descritti, vediamo quali sono le opzioni che restano in mano a chi comunque ha deciso di far da sé.
Va ricordato innanzitutto che, anche se in base alle nuove leggi vigenti chiunque può stamparsi da solo il proprio libro e commercializzarlo (purché riesca a mettersi in regola con Partita IVA e tutto il resto), la maggior parte dei Librai, già normalmente restii a accettare Libri di Autori Esordienti, sono in genere ancora più scettici nei confronti di un libro autopubblicato, specie se sprovvisto del codice ISBN.
Questo codice, che non è obbligatorio per legge, oggi può essere richiesto da chiunque abbia una produzine editoriale, e quindi in ultima analisi anche dallo stesso autore, ma una volta era ad appannaggio esclusivo degli Editori e quindi, ancora oggi, segna un po' lo spartiacque tra un libro regolarmente edito e un stampato in casa.
Quindi, prima di andare oltre, è bene che il nostro Autore fai-da-te sappia che, se deciderà di andare avanti col suo progetto di farsi realizzare il proprio libro "a prezzo di costo" da un tipografo, avrà grosse difficoltà a commercializzare quel volume. Lo potrà utilizzare per proporlo in lettura in una veste tipografica migliore ad una vera casa editrice o ad un concorso letterario per inediti, lo potrà regalare a Natale ai propri amici, lo potrà offrire come bomboniera agli invitati alla sua festa di laurea, o come cadeaux ai clienti della propria ditta... Oppure lo potrà vendere in proprio, ma gli sarà molto difficile farlo accettare come una pubblicazione professonale e proporlo ad una Libreria o ad un circuito distributivo classico o alternativo ;
Ma anche se un Autore decide di richiedere e pagarsi in proprio un codice ISBN, dovrà poi fare i conti con i discorsi relativi alla partita IVA, fatturazione, scontrini o ricevute e altri aspetti fiscali: Se lasciate in "conto vendita" il vostro libro ad una Libreria, dovete lasciare in negozio anche una bolla di accompagnamento che giustifchi, in caso di un controllo fiscale in libreria, la presenza di quel libro in quel negozio; e quando, a fine anno, farete i conti con il Libraio, gli dovrete fatturare i libri venduti!

E' una scelta che si può fare, ma dovete esser pronti a diventare dei piccoli imprenditori!

È importante che questo aspetto sia chiaro a tutti prima di andare avanti perché, una volta chiarito questo punto, la scelta di andare in tipografia può anche essere quella giusta, se lo scopo è compatibile con l'uso che del libro si vuol fare. In questo caso, però, anche la scelta del tipografo va fatta con attenzione, perché anche questo è un lavoro artigianale che può essere fatto con più o meno cura.
Prima di recarsi in tipografia (cosa che, come vedremo, può anche essere fatta via internet, restandosene comodamente seduti in poltrona), proprio perché tra noi e i nostri lettori non ci sarà alcun filtro, è importante che il testo venga messo nella sua forma migliore. Questo, credeteci, non è un lavoro che può essere fatto da soli. Avrete letto e riletto cento volte lo stesso passaggio senza trovare il modo di migliorarlo, siete passati mille volte sullo stesso errore di battitura senza vederlo... Perché pensate che stavolta sarà diverso? OK, state facendo tutto al risparmio e non avete intenzione di pagare un servizio di editing ad un'agenzia letteraria... Ma perché non far leggere almeno il testo ad un vostro amico con la stessa passione per la scrittura, o almeno per la lettura?
Questa è la vostra occasione di mettere il vostro testo nella forma migliore, non sciupatela per una fretta che non ha alcun senso!
Per la copertina, poi, cercate innanzitutto di non mettervi nei guai scaricando un'immagine da internet, che potrebbe essere protetta da un copyright. Se proprio volete far da soli pensate ad un dipinto il cui autore sia morto da più di cent'anni, o ad una fotografia fatta da voi di un luogo più o meno famoso. In ogni caso non mettete sulla copertina una cosa qualsiasi. Molti dei vostri lettori, anche se hanno ricevuto il libro in regalo, potrebbero decidere se leggere o meno il libro giudicando soltanto in base alla copertina, o a quello che avrete deciso di scrivere sulla quarta di copertina. Se avete un amico che sa disegnare bene, questo è il momento di farlo sentire importante e di chiedergli di disegnare la copertina del vostro libro. Magari dopo averlo letto! Per la quarta di copertina, poi, non promettete quello che il libro non può mantenere: è deleterio! Non spacciate per un thriller mozzafiato un romanzo, anche piacevole da leggere, ma decisamente poco avvincente, non spingete il lettore ad aspettarsi più di quello che troverà: se il libro è buono, se ne accorgerà, ma se le sue attese sono molto alte, anche un buon libro potrebbe non soddisfarlo!
E poi, se avete scelto bene il vostro tipografo, lasciatevi consigliare. Di carta, di processi di rilegatura di stampa policromatica non ne sapete nulla. Seguite dunque i suoi consigli e non state a lesinare sul centesimo. Non avete idea, ad esempio, di quanto faccia "libro" l'utilizzo di una carta non completamente liscia e non completamente bianca, e di quanto faccia invece "effetto fotocopie" o alla peggio "stampante laser" l'adozione di una carta assolutamente bianca, come quella che solitamente utilizzate in ufficio!
Per la scelta della tipografia, avete solo l'imbarazzo della scelta, sia che decidiate di limitarvi alla vostra città, sia che cominciate ad esplorare ciò che ha da proporvi internet. In questo secondo caso troverete diverse aziende che si propongono proprio per il "print-on-demand", con diverse tariffe e con diverse qualità di prodotto.
Se possibile, prima di firmare un contratto di stampa, chiedete che vi venga spedito un campione gratuito di libro realizzato da loro e che sia il più possibile simile, per tipo di carta, di copertina e di rilegatura a quello che dovrebbe essere il vostro prodotto.
E se a questo punto, a qualcuno di voi lettori è venuta l'idea di metter su direttamente una casa editrice per aggirare ogni ostacolo e mettere subito in regola il proprio Libro, vi suggerisco di leggere con attenzione i vari post di questo sito...Se posso consigliare un editore: www.cerebroeditore.com. oltre ovviamenete a Lulu.com

 

Commenti

  • Il Marco Saporiti alias Cerebro editore ha firmato un contratto di pubblicazione e non solo non  ha mantenuto le percentuali e i punti contrattuali ma non mi ha pagato nemmeno i diritti di autore(passati ormai oltre 9 mesi). Altro che Kudos...rivolgietivi ad un editore vero e non chelo fa per secondo lavoro(l'ha scritto lui su una email di risposta per i suoi inadempimenti) viene sul lulu a dare consigli per poi cercare giovani autori come purtroppo è successo con me. Personale esperienza documentabile. Spero posso aprire gli occhi su questo mondo dove spesso è difficile districarsi.

  • Purtroppo, debbo anche io confermare la valutazione negativa sulla casa editrice Cerebro. Ho inviato il manoscritto nel 2011 ed è stato subito inserito nei cataloghi della casa editrice e distribuito a varie librerie per la vendita in formato elettronico e cartaceo. Non è stato chiesto alcun contributo all’autore, e questa è la nota positiva. Da quel giorno, però, non ho più ricevuto notizie dalla casa editrice, né sul numero delle copie vendute né su altre questioni. Premesso che il fattore economico è l’ultimo dei miei problemi, ho chiesto recentemente spiegazioni inviando varie e-mail alle quali non ho avuto inizialmente riscontro. Dopo qualche giorno ricevo una e-mail da Marco Saporiti, titolare della casa editrice Cerebro, che mi informa di avere problemi di connessione sia dal telefono che dal pc che gli impedisce di rispondermi! A questo punto, anche leggendo le altre lamentele su internet, decido di replicare chiedendo la rimozione del mio libro dal catalogo della casa editrice. Mi risponde, dopo qualche giorno, il solito Saporiti che mi ricorda che lui non passa il tempo a leggere le e-mail e quindi è inutile aspettarsi una risposta tempestiva! Inoltre, afferma che esiste un resoconto delle vendite aggiornato su qualche sito ma io non l’ho trovato da nessuna parte! Dice anche che lui non può controllare 250 autori, ma devono essere loro a chiedere la corresponsione dei diritti maturati! Io, se fossi stato al suo posto, avrei inviato, almeno annualmente, una rendicontazione delle vendite, anche se scarse (come probabilmente avvenuto)… il fatto che un autore debba richiedere il pagamento dei suoi diritti è davvero singolare! Ho quindi, inviato un’ultima e-mail chiedendo nuovamente la rimozione del mio libro dal suo catalogo e il pagamento dei diritti d’autore maturati (chiedendo di indicarmi il link della rendicontazione, anche per una mia personale curiosità sul numero di copie vendute). Ovviamente nessuna risposta! Spero che questa mia esperienza sia utile, così da poter mettere in guardia altri autori esordienti su quello che può succedere nel mondo dell'editoria!

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