Pubblicizzare il proprio libro.

Credo che sia stato chiesto fino alla nausea ma vorrei informazioni su come far conoscere il romanzo che ho appena pubblicato.

Accetto anche consigli di qualsiasi tipo. Ecco il mio romanzo:

http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/il-sigillo-di-xeelna/18760162?productTrackingContext=search_results%2Fsearch_shelf%2Fcenter%2F1

Ho approvato la ricerca libraria di google e creato la pagina su facebook e su google +... cos'altro posso fare?

Commenti

  • Lulu utilizza i propri canali, ma se vuoi ampliare la tua visibilità dovresti utilizzare un editore italiano, che ti assegni un isbn italiano e utilizzi i circuiti italiani ([email protected]), oppure riempi ogni forum, blog,ecc che trovi in rete e ti fai pubblicità..

  • Partecipa ai concorsi letterari.


    Ma soprattutto: non riempire niente.

    Un libro di narrativa autopubblicato è un libro che non è stato valutato (se non dall'autore stesso), che non è stato corretto, che non è stato editato. Ergo, nessuno comprerà mai qualcosa che non ha il "bollino qualità".

    E comprerà ancora meno se gli dai quel senso di disperazione che trasmettono gli autori autopubblicati (o che pubblicano a pagamento) quando invadono blog, forum e social network, praticamente implorando di acquistare il loro libro. Lo spam letterario sortisce l'effetto contrario.

    Se si vuole avere un minimo di credibilità è necessario che l'opera autopubblicata si liberi del fardello che la vede pubblicata esclusivamente perché solo chi l'ha scritta ha ritenuto fosse degna di pubblicazione. E per liberarsi di questo fardello deve ottenere dei riscontri.

    Quindi: fatti recensire (esistono un sacco di blog letterari gestiti da persone estremamente competenti, Critica Letteraria, per citarne uno) e partecipa a quanti concorsi puoi per opere edite.

    Il resto verrà da sé. Se i riscontri sono positivi, ovviamente.
  • ciao

    chiunque scriva qualcosa lo reputa degno di essere pubblicato, non tutti hanno la possibilità di spendere 3-4 mila euro di spese iniziali per essere pubblicati da case editrici semi-sconosciute o "di nicchia". Non credo che la soluzione sia riempire blog, forum, siti di link...o implorare sul web la considerazione delle persone.

    La critica è una bella cosa, fa crescere..ma spesso critica leggendo prima il nome dell'autore che il contenuto del libro, quindi anche certi "bollini di qualità" hanno più valore sulle banane che sui libri.

    Io, personalmente, credo molto nel passaparola, cercherò di far conoscere il mio libro a più persone possibili (conoscenti, colleghi di lavoro, amici, parenti) cercando loro di far comprendere che nei 7-15 euro di uno scritto autopubblicato ci sono mesi di fatica e che, se interessa, comprarlo è una forma di rispetto..... anche gli autori autopubblicati "hanno qualcosa da dire", anzi, spesso hanno molto più da dire e da dare nei loro scritti che tanti autori affermati.

    Ci vuole tanta, tanta, pazienza.....

  • "chiunque scriva qualcosa lo reputa degno di essere pubblicato"

    E questo è il primo errore, infatti. Nonché il principale motivo per cui esistono le case editrici a pagamento, che sono il cancro della letteratura. Se chiunque scriva qualcosa si rendesse conto e ammettesse con se stesso che un decimo di quello che ha scritto, forse, è meritevole di pubblicazione, ci sarebbero in giro più scrittori e meno smaniosi di gloria a tutti i costi su cui lucrare.

     

    "non tutti hanno la possibilità di spendere 3-4 mila euro di spese iniziali per essere pubblicati da case editrici semi-sconosciute o "di nicchia"."

    Chiariamo una cosa: non tutte le case editrici di nicchia o semi-sconosciute fanno pagare. E personalmente giustifico l'autopubblicazione solo se riguarda la poesia o opere narrative che si decide di pubblicare in questo modo per ragioni personali, o perché si vuole evitare tutto ciò che comporta pubblicare tradizionalmente: presentazioni, ecc...

    Ma queste persone sono rare, sono invece di più quelle che si autopubblicano per vanità. E di ciò dobbiamo prendere atto.

    Così come, molto onestamente, bisogna prendere atto di due cose: se tutte le case editrici serie esistenti bocciano il tuo manoscritto, evidentemente non è degno di essere pubblicato; se sei arrivato ad autopubblicarti dopo aver ricevuto un due di picche da tutte le case editrici serie esistenti, evidentemente ti credi un genio incompreso e, a parer mio, hai dei problemi.

     

    "La critica è una bella cosa, fa crescere..ma spesso critica leggendo prima il nome dell'autore che il contenuto del libro, quindi anche certi "bollini di qualità" hanno più valore sulle banane che sui libri."

    È un problema che non sussiste con cui un nome non ce l'ha.

     

    "Io, personalmente, credo molto nel passaparola, cercherò di far conoscere il mio libro a più persone possibili (conoscenti, colleghi di lavoro, amici, parenti) cercando loro di far comprendere che nei 7-15 euro di uno scritto autopubblicato ci sono mesi di fatica e che, se interessa, comprarlo è una forma di rispetto..... anche gli autori autopubblicati "hanno qualcosa da dire", anzi, spesso hanno molto più da dire e da dare nei loro scritti che tanti autori affermati."

    Il punto non è aver qualcosa da dire, chiunque ha qualcosa da dire. Il punto è se ciò che hai da dire può essere di interesse comune. Parliamoci chiaro: due terzi dei libri autopubblicati sono mediocri. Non è forse una mancanza di rispetto nei confronti di chi dovrebbe leggerti sottoporgli un libro che non è stato editato? Nemmeno Umberto Eco viene pubblicato senza editing, ci sarà un motivo no? Quindi perché tizio, che non è tuo parente o tuo amico, dovrebbe comprare il tuo libro non valutato, non corretto, non editato? Questa è la domanda a cui rispondere. 

    Se vuoi fare lo scrittore nella vita non puoi esimerti dal sottostare a determinate regole.

    Se vuoi invece fare quello che "ha qualcosa da dire" e deve diffonderla nel mondo a tutti i costi, il discorso cambia. Ma non farlo per vendere. Perché non ti comprerà nessuno.

    Consiglio la lettura di questo post http://www.michelamurgia.com/di-cultura/libri/galateo-2012-parte-1 che, per certi versi, può essere esteso anche all'autopubblicazione.

     

    Ci vuole pazienza, ma soprattutto umiltà e autocritica.

  • Io ho espresso solo una mia opinione…..un opinione è un pensiero che può essere condiviso o meno….non ho esposto nessuna opera omnia a nessuna casa editrice e perciò nessuna casa editrice mi ha dato due di picche…..non pretendo di vendere milioni di copie…..non pretendo di finire in tv……ho letto libri corretti, editi, recensiti e finiti in biblioteca….bellissimi….ne ho letti altri, non avevano niente da dire e nemmeno da dare…ho conosciuto uno di questi autori che non mi “piacevano” e mi ha detto come ha fatto a pubblicare il libro….punto e fine del discorso. Troppe persone scrivono tanto per scrivere e si autopubblicano, non so se sono i due terzi, non li ho letti tutti per poter dare un giudizio globale, troppi autori continuano a scrivere e ad essere pubblicati perché hanno un nome roboante. Troppa gente in Italia, compra libri e li regala senza nemmeno averli letti ma solo per aver visto uno spot in tv o per averli visti  sul bancone centrale delle librerie….quindi, sicuramente questo è il miglior modo per pubblicizzare il tuo libro e, altrettanto sicuramente,  per farlo bisogna essere stati valutati, corretti ed editati, non v’è ombra di dubbio….io non ho problemi (perlomeno ho quelli che abbiamo tutti) , non sono un genio incompreso e non ho la verità in tasca né tantomeno mi arrogo il diritto di giudicare una persona da un post.

  • "né tantomeno mi arrogo il diritto di giudicare una persona da un post."

    Non capisco perché ne fai una questione personale.
    Mica si sta parlando di te.
  • Il portale di Italia della cultura - IDC- si propone come il sito in cui trovare il maggior numero possibile di eventi appunto culturali presentati sul territorio italiano. Posso assegnarti un login con il quale inserire autonomamente gli eventi di tuo interesse se m'invierai il nome l'indirizzo mail e un recapito telefonico.

    [email protected]

    http://www.emmegiischia.com/wordpress/idc

    Ciao Bruno

     

     Bruno Mancini, ideatore del progetto culturale "Le nostre isole"
    Il progetto culturale LENOIS  nasce dal desiderio di costruire una TRIBU’di Artisti (Poeti, Narratori, Pittori ecc) che non si accontenti di rimanere segregata tra le quattro mura dei propri “siti”, ma decida di dare battaglia con le stesse armi e sullo stesso campo ove spadroneggiano banalità edulcorate omologate e massificate, e voglia farlo accettando di utilizzare a tale scopo alcune forme pubblicitarie come veicolo promozionale.
     http://www.emmegiischia.com/wordpress/notizie/contatti

  • E' anche vero che in Italia crescere come autore è abbastanza scoraggiante. Io ho solo 19 anni ma ho già partecipato a numerosi concorsi letterari vincendo premi e coppe. Non ho mai visto un grande interesse delle case editrici nei confronti dei premi letterari. Io proverò a crescere ancora e contnuerò a scrivere ma la situazione è scoraggiante Smiley Indifferente

  • Concordo con quanto detto

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